Perche investire in Bulgaria
POLITICA ECONOMICA

La Bulgaria ha iniziato il processo di transizione in ritardo rispetto agli altri paesi dell’Europa centro-orientale. Dopo anni di crisi socio-economica e politiche fallimentari, ha raggiunto la stabilizzazione macroeconomica e una crescita costante dal 1997. Per stabilizzare l’economia e fermare l’iperinflazione (circa 600 per cento nel 1997) il governo ha adottato il currency board prima ancorato al marco, poi all’euro, riuscendo a far scendere l’inflazione all’1 per cento nel 1998. Oggi un euro vale 1,955 nuovi leva (Bgn), cambiati nella proporzione di uno a mille con i vecchi leva (Bgl). Queste e altre misure di politica economica, nonché ingenti finanziamenti delle istituzioni finanziarie internazionali, hanno permesso alla Bulgaria di crescere costantemente (in media del 4,1 per cento all’anno), nonostante le due gravi crisi verificatesi nell’area: la crisi finanziaria russa del 1998 e la crisi politico-militare del Kossovo nel 1999. Il governo persegue politiche apertamente liberiste e filo-occidentali.La situazione finanziaria dello stato è stabile. Il bilancio dello stato è in pareggio e monitorato dal Fondo Monetario Internazionale, le riserve valutarie stanno aumentando. La moneta bulgara è ancora ancorata al valore dell’Euro per legge, ed il tasso di cambio è stabile a 1,95 Leva per Euro da anni. Il risanamento dell’economia ha portato l’abbassamento dei tassi di interesse in Leva, che avevano toccato il 16% alla fine degli anni novanta e che ora oscillano tra il 7 e l’8%, permettendo un più facile accesso al credito da parte di aziende e famiglie. Da diversi anni, la Bulgaria cresce a ritmi più elevati di molti paesi dell’Europa Occidentale.
Nel 2003 il PIL bulgaro è cresciuto del 4,3%, nel 2004 del 5,5%, nel 2005 del 5,2% per risalire nel 2006 al 6,1%, in sostanza è mediamente più di dieci volte maggiore che quello italiano. Crescita che potrebbe ulteriormente aumentare con l’entrata nell’Unione Europea. A tale riguardo occorre ricordare che la Bulgaria , dopo aver concluso le trattative di adesione all’UE nel giugno 2004 con la chiusura degli ultimi 2 capitoli negoziali , il 25 aprile 2005 ha firmato il Trattato per l’ingresso nell’UE effettivo a partire dal 1 gennaio 2007. Il positivo risultato è da attribuire al turismo, al settore bancario e all’intermediazione finanziaria.
Il comparto più dinamico dell’economia sono i servizi. La struttura dell’economia sta diventando sempre più simile a quella italiana, con i servizi al primo posto come composizione percentuale del PIL.
Le agenzie di valutazione internazionali hanno migliorato i rating della Bulgaria rispetto all’anno precedente, promovendo i bond in valuta internazionale e i depositi bancari, in virtù di un’agevole gestione del debito estero del Paese, di una sostenuta crescita dell’economia bulgara e di un stabile volume degli investimenti esteri.
MERCATO IMMOBILIARE

In questo contesto si sono sviluppati i fattori che hanno generato una notevole crescita della domanda di immobili: lo sviluppo dell’economia, le aspettative legate all’ingresso della Bulgaria nell’UE nel 2007, nonché il miglioramento generale dell’attività bancaria nel settore dei crediti ipotecari. L’espansione della domanda di uffici ed abitazioni è legata di conseguenza ai numerosi investimenti di gruppi stranieri, che aprono filiali in Bulgaria oppure che investono direttamente in immobili.
Il maggiore dinamismo ha interessato Sofia e le zone sul Mar Nero, principalmente il distretto di Varna, e le città principali quali Varna, Bourgas e Plovdiv, nonché i luoghi di villeggiatura in montagna. Negli ultimi anni il mercato immobiliare bulgaro ha registrato anche una forte presenza di Fondi Fiduciari d’Investimento e di Fondi con capitale di rischio straniero, la cui attività porterà all’aumento anche dell’attività edile. Gli investimenti in centri commerciali e supermercati hanno vissuto un picco nel corso del 2005 che è proseguito nel 2006. A causa del boom creditizio, il consumo nel Paese è cresciuto sensibilmente soprattutto nelle grandi città dove gli stipendi medi sono più alti. Molte catene distributive estere progettano di essere presenti sul mercato bulgaro e quindi di investire in spazi commerciali e supermercati. Le future prospettive per questo settore rimangono buone grazie al rapporto tra rischio e redditività degli investimenti immobiliari (redditività tra l’8 ed il 12%). L’interesse maggiore continuerà ad essere suscitato dagli investimenti in abitazioni, uffici e spazi commerciali, mentre le prospettive sono promettenti per i parchi industriali e per i terreni agricoli.
INVESTIMENTI
La Bulgaria rappresenta uno dei Paesi dell’Est che gode oggi di fortissime attenzioni da parte degli operatori economici stranieri. Il Paese sta difatti mostrando una grande disponibilità nel favorire l’investimento straniero.
In particolare meccanica, chimica, turismo, ambiente, ecologia, infrastrutture, grandi opere e trasporti sono i settori di grande sviluppo. Anche perché, essendo la Bulgaria tra i Paesi che attualmente si trovano nella fase di pre-adesione all’Unione Europea, codesti comparti sono suscettibili anche di finanziamenti internazionali. La Bulgaria è una repubblica parlamentare. Il Parlamento, a camera unica, è composto di 240 deputati. E’ eletto ogni quattro anni con il sistema elettorale proporzionale. I suoi compiti sono di approvare le leggi e di dare la fiducia al governo proposto dal Primo Ministro.
La disciplina degli investimenti esteri in Bulgaria è contenuta in apposita legge 1992, ampiamente modificata nel corso del 1997. Essa tende alla creazione di un clima particolarmente favorevole agli investimenti. In particolare, la Bulgaria, se paragonata agli altri Paesi dell’Europa centrale ed orientale, presenta disposizioni molto favorevoli agli investimenti esteri diretti. Agli investitori stranieri è riconosciuto il trattamento accordato a quelli bulgari, non è prevista alcuna limitazione e sono inoltre accordate particolari agevolazioni: incentivi fiscali per progetti definiti come prioritari o all’interno di Zone Franche del Paese, esenzione da dazi doganali per i conferimenti di beni e macchinari, protezione dall’esproprio o nazionalizzazione, possibilità di trasferire liberamente profitti e capitali. Inoltre, eventuali restrizioni non si applicheranno per un periodo di dieci anni agli investimenti già in essere. Gli incentivi previsti si traducono in una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito societario per un periodo di 10 anni.
Durante il regime comunista tutte le aziende erano statali e l’iniziativa economica degli individui era di fatto proibita. Dopo la caduta del comunismo, a partire dalla Legge Commerciale del 1991, progressivamente modificata per rispettare le richieste dell’Unione Europea, la Bulgaria ha introdotto nella propria legislazione e disciplinato delle forme giuridiche del tutto analoghe a quelle esistenti in Italia. In Bulgaria è quindi possibile costituire: Società in nome collettivo; Società in accomandita; Società a responsabilità limitata; Società per azioni, Cooperative e Consorzi.
Negli ultimi anni la Bulgaria ha riformato significativamente la legislazione commerciale aumentando la fiducia sul rispetto dei contratti privati. Nel suo avanzato stadio di adesione all’UE, nonché in quanto da tempo membro della WTO, la Bulgaria possiede una normativa economico-commerciale sostanzialmente corrispondente a quella in vigore nei Paesi comunitari.
La legge che disciplina la materia è il Codice Commerciale approvato nel 1991, il codice contiene disposizioni sulle relazioni interne di una società, le loro relazioni con i terzi e sulle modalità di costituzione, scioglimento e liquidazione.
SVILUPPO TURISTICO

Il turismo è indubbiamente il settore dell’economia bulgara a più rapida crescita nel corso degli ultimi anni. Nel 2005 4,84 milioni di turisti stranieri hanno visitato il Paese (un aumento del 4,5% rispetto al 2004) ed il settore per i primi undici mesi del 2005 ha incassato 1,806 miliardi di euro (+11,9% in fronte dello stesso periodo per il 2004). Gli introiti netti nel settore ammontano invece a 1,061 miliardi di euro.
La Bulgaria dispone di importanti risorse naturalistiche per lo sviluppo del turismo, come le spiagge del Mar Nero, alcune località montane adatte allo sci nonché potenzialità per il turismo culturale, rurale e ricreativo, tre settori che stanno ricevendo una sempre maggiore attenzione da parte sia di operatori privati che di autorità pubbliche. Nel corso degli ultimi anni il turismo si è caratterizzato come il settore dell’economia bulgara a più rapida crescita.
E tale sviluppo ha fatto sì che la Bulgaria si affermasse come una nuova destinazione turistica con potenziale di ulteriore miglioramento in futuro. Il settore turistico era stato una delle priorità strategiche della Bulgaria anche durante il comunismo. La Bulgaria era una delle poche nazioni che si affaccia su un mare caldo dove i cittadini degli altri paesi del blocco socialista potevano recarsi senza particolari problemi, e quindi le spiagge del Mar Nero erano frequentate ogni anno da centinaia di migliaia di Polacchi, Cecoslovacchi, Russi, Tedeschi Orientali.
Dopo il 1989 il settore turistico bulgaro si è completamente ristrutturato, mutando anche la composizione delle nazioni di provenienza dei turisti. Dal 2001 la nazioni più importanti nel turismo sono Grecia, Germania,Regno Unito. E’ Iin progressivo sviluppo la presenza di turisti italiani.
I Bulgari che si sono recati all’estero sono stati circa tre milioni. Oggi il turismo bulgaro è prevalentemente composto da vacanze sul Mar Nero proprio l’area dove la IsadOro e.o.o.d. accentra le sue proposte di investimento. Su un totale di circa 800 hotel, ben il 70% si trova nelle località di mare. La Bulgaria si è specializzata nell’offrire soggiorni all inclusive ad una clientela attenta al rapporto qualità/prezzo. Il mercato è dominato da tour operator tedeschi ed inglesi, i quali hanno realizzato investimenti importanti nelle strutture ricettive delle località di mare.

La Bulgaria ha anche un importante settore turistico invernale, con decine di chilometri di piste da sci. Anche qui la maggior parte del turismo proviene dal Centro e dal Nord Europa, ma è anche in forte crescita il turismo interno e dalla Russia.
Il governo bulgaro sta anche puntando sullo sviluppo del turismo culturale e termale, dove le potenzialità sono enormi. La Bulgaria dispone di un patrimonio culturale ancora da valorizzare, che spazia dai siti archeologici dei Traci ai numerosi Monasteri tuttora in attività. Il paese è al terzo posto, dopo Italia ed Ungheria, per dotazione di fonti termali: ne sono state censite 600, sia d’acqua fredda sia d’acqua calda, e diversi operatori locali e stranieri stanno investendo nel segmento turistico sensibile alla cura del corpo ed ai trattamenti curativi ed estetici.

Lo sviluppo delle reti di comunicazione in territorio bulgaro avrà un ruolo chiave per le comunicazioni fra Europa, Turchia e Medio Oriente, con sicure ricadute sullo sviluppo turistico. I principali progetti da realizzare in questo settore sono l’ammodernamento degli aeroporti di Sofia e Bourgas, la ristrutturazione del porto di Lom (sul Danubio, corridoio VII) e dei porti di Burgas e Varna (corridoio VIII), la costruzione delle linee ferroviarie Vidin-Sofia-Kulata, Sofia-Plovdiv-Burgas e l’autostrada Sofia-Salonicco. Un grande progetto infrastrutturale è la costruzione di un secondo ponte sul Danubio tra la Bulgaria e la Romania (corridoio IV); a maggio 2004 la Commissione europea ha stabilito i parametri economici e finanziari per l’accelerazione della costruzione del ponte, il cui costo sarebbe di circa 223 milioni di euro. Ci sono impegni di finanziamento del progetto da parte francese e tedesca, dal fondo Ispa e dalla Bei; i lavori di costruzione dovrebbero finire nel 2007.
La BULGARIA IN CIFRE
| Superficie | 110,910 kmq | |
| Popolazione | 7.385.367 | |
| Densità | 69,5 ab./kmq | |
| Tasso di crescita della popolazione | -0.86% | |
| Capitale | Sofia | |
| Lingua | Bulgaro (ufficiale) | |
| Religione | Bulgari ortodossi 82.6%, Musulmani 12.2%, Cattolici 1.2%, altri 4% | |
| Composizione etnica | Bulgari 83.9%, Turchi 9.4%, Rom 4.7%, altri 2% | |
| Relazioni internazionali | Membro di Consiglio d’Europa, EBRD, ONU, OSCE, CEFTA, associato UE. | |
| Unità monetaria e cambio con l’€ | 1 Lev Bulgaro = 0.51268 Euro | |
| Forma di Stato | Repubblica Parlamentare | |
| Capo dello Stato |
Georgi PURVANOV (dal 22 gennaio 2002) |
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| Governo |
Primo Ministro: Sergei STANISHEV (dal 16 agosto 2005) Vice-Presidenti: Ivaylo KALFIN, Daniel VULCHEV e Emel ETEM Ministro per gli Affari Europei: Melena KUNEVA |
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| Parlamento |
Assemblea nazionale unicamerale (Narodno Sobranie). 240 deputati eletti dal popolo ogni 4 anni. Le prossime elezioni parlamentari sono previste per il giugno 2009. |
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| Sistema elettorale |
I voti vanno a liste di partito o di coalizioni per ognuna delle nove divisioni amministrative. Un partito o coalizione deve ottenere un minimo del 4% dei voti per entrare in parlamento. |
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| Suddivisione amministrativa |
Il territorio della Repubblica di Bulgaria è diviso in 278 municipalità, 28 regioni Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Khaskovo, Kurdzhali, Kyustendil, Lovech, Montana, Pazardzhik, Pernik, Pleven, Plovdiv, Razgrad, Ruse, Shumen, Silistra, Sliven, Smolyan, Sofia, Sofia-Grad, Stara Zagora, Turgovishte, Varna, Veliko Turnovo, Vidin, Vratsa, Yambol . Le Municipalità sono entità legali, hanno diritto di proprietà e bilanci comunali indipendenti. Il Consiglio municipale è l’autorità di governo locale che determina le politiche per lo sviluppo del comune. Le regioni sono unità amministrative-territoriali, che adottano la politica regionale e sono una voce del bilancio. Le regioni sono gestite da un governatore regionale e da una amministrazione regionale. I governatori regionali sono nominati dal Consiglio dei Ministri. |

